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Diffida per Pagamento Stipendio – Fac Simile e Guida

Aggiornato il 1 Ottobre 2026

Quando il datore di lavoro non paga una o più retribuzioni, oppure versa soltanto una parte di quanto dovuto, il lavoratore può inviare una diffida scritta chiedendo il saldo entro un termine ragionevole. La lettera permette di identificare con precisione le mensilità insolute, documentare formalmente la richiesta e preparare gli eventuali passaggi successivi davanti all’Ispettorato Territoriale del Lavoro o al giudice.

Non esiste una data nazionale unica entro la quale ogni stipendio deve essere pagato. La scadenza dipende dal CCNL applicato, dal contratto individuale e dalle regole che disciplinano il rapporto. Prima di contestare il ritardo è quindi necessario verificare quando la retribuzione era effettivamente esigibile.

Indice

  • Fac Simile Diffida per Pagamento Stipendio
  • Quando lo Stipendio si Considera Non Pagato
  • Cosa Indicare nella Diffida
  • Pagamento Tracciabile dello Stipendio
  • Busta Paga e Prova del Credito
  • Interessi e Rivalutazione
  • Prescrizione degli Stipendi Arretrati
  • Richiesta di Intervento all’Ispettorato del Lavoro
  • Decreto Ingiuntivo e Ricorso al Giudice del Lavoro
  • Stipendi Non Pagati e Dimissioni per Giusta Causa
  • Stipendi Arretrati negli Appalti Privati
  • Stipendi Arretrati nella Somministrazione
  • Certificazione Unica e Documenti da Richiedere
  • Dipendenti Pubblici e Retribuzioni Arretrate
  • Esempio Diffida per Stipendi Arretrati
  • Esempio Diffida a Rapporto Cessato
  • Esempio Diffida in un Appalto Privato
  • Esempio Diffida nella Somministrazione
  • Esempio Diffida a una Pubblica Amministrazione

Fac Simile Diffida per Pagamento Stipendio

Di seguito è disponibile un fac simile redazionale da utilizzare come base per chiedere il pagamento delle retribuzioni arretrate. Il modello deve essere adattato alle mensilità effettivamente insolute, al CCNL, agli eventuali pagamenti parziali e alla situazione del rapporto di lavoro.

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Fac Simile Lettera di Diffida per Pagamento Stipendio
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Quando lo Stipendio si Considera Non Pagato

Il diritto alla retribuzione trova fondamento nell’articolo 36 della Costituzione, nell’articolo 2099 c.c. e nella disciplina contrattuale applicabile. Per stabilire se il datore è effettivamente in ritardo occorre controllare la data di pagamento prevista dal CCNL, dal contratto individuale o dalla normale organizzazione del rapporto.

Non è quindi corretto affermare che lo stipendio debba essere pagato per legge sempre entro il giorno 10, 15 o un’altra data fissa del mese successivo. Una volta superata la scadenza applicabile senza che il pagamento sia stato eseguito, il lavoratore può chiedere formalmente quanto dovuto.

La diffida può riguardare un’intera mensilità oppure soltanto alcune componenti, come straordinari, maggiorazioni, premi, indennità, tredicesima o quattordicesima. Quando il conteggio è complesso è preferibile distinguere le somme sicuramente dovute da quelle che richiedono una verifica ulteriore.

Cosa Indicare nella Diffida

La lettera dovrebbe identificare il lavoratore e il datore, riportare data di assunzione, qualifica, livello e CCNL quando conosciuti e specificare le mensilità o le altre competenze che risultano insolute.

Per ogni periodo è utile indicare l’importo risultante dal cedolino, quanto eventualmente già ricevuto e il saldo ancora richiesto. Se il datore non ha prodotto un conteggio affidabile, è meglio evitare di presentare come certo un importo netto ricostruito autonomamente e chiedere il pagamento delle somme effettivamente dovute, eventualmente allegando un prospetto predisposto con l’assistenza di un professionista.

La diffida può indicare l’IBAN sul quale effettuare il versamento e assegnare, per esempio, 7 o 10 giorni per il pagamento. Questo è però un termine fissato dal lavoratore nella comunicazione, non una scadenza generale stabilita dalla legge.

Pagamento Tracciabile dello Stipendio

Dal 1 luglio 2018, per i rapporti ai quali si applicano i commi 910 e seguenti dell’articolo 1 della Legge 205/2017, la retribuzione non può essere corrisposta direttamente al lavoratore in contanti. Sono previsti strumenti come bonifico, pagamento elettronico, assegno e pagamento presso lo sportello bancario o postale secondo le modalità stabilite dalla norma.

Le indicazioni ufficiali del Ispettorato Nazionale del Lavoro sulla tracciabilità delle retribuzioni chiariscono inoltre che la sola firma apposta sulla busta paga non costituisce, nell’ambito di questa disciplina, prova dell’avvenuto pagamento.

La specifica normativa introdotta dalla Legge 205/2017 non deve però essere richiamata automaticamente per qualsiasi rapporto, in particolare nei modelli destinati al pubblico impiego. La diffida deve utilizzare le regole pertinenti alla situazione concreta.

Busta Paga e Prova del Credito

La Legge 4/1953 disciplina l’obbligo del prospetto paga e indica gli elementi che devono esservi riportati. Il cedolino è un documento importante per ricostruire quanto maturato, ma la sua presenza non dimostra da sola che il relativo importo sia stato effettivamente versato al lavoratore.

Per documentare il mancato pagamento sono quindi particolarmente utili i cedolini, gli estratti del conto utilizzato normalmente per ricevere lo stipendio, il contratto, le comunicazioni aziendali e gli eventuali precedenti solleciti.

Se mancano contributi nella propria posizione previdenziale, il lavoratore può controllare direttamente l’Estratto Conto contributivo INPS. Non è necessario trasformare ogni diffida per stipendio in una richiesta al datore di fornire copia tecnica dei flussi UniEmens.

Interessi e Rivalutazione

Quando il credito retributivo viene riconosciuto giudizialmente, l’articolo 429 c.p.c. disciplina gli accessori sulle somme dovute al lavoratore, prevedendo gli interessi nella misura legale e il maggior danno derivante dalla diminuzione di valore del credito secondo i criteri applicabili ai crediti di lavoro.

Nella diffida non è necessario effettuare calcoli complessi. È normalmente sufficiente chiedere il pagamento delle retribuzioni arretrate, oltre agli interessi e agli ulteriori accessori spettanti secondo la legge dalla relativa scadenza.

Prescrizione degli Stipendi Arretrati

I crediti per retribuzioni periodiche sono generalmente soggetti alla prescrizione quinquennale prevista dall’articolo 2948 c.c. La decorrenza richiede però particolare attenzione.

Per il lavoro subordinato privato, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26246 del 2022, ha affermato, in relazione al sistema successivo alla riforma Fornero e al Jobs Act, che la prescrizione dei crediti retributivi interessati decorre dalla cessazione del rapporto, non essendo più ravvisabile durante il rapporto quella stabilità che in passato permetteva il decorso della prescrizione. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha recepito questo orientamento nelle proprie indicazioni.

Nel pubblico impiego contrattualizzato la regola è differente. Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 36197 del 28 dicembre 2023, hanno stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre anche durante il rapporto.

Una richiesta scritta sufficientemente precisa può interrompere la prescrizione quando presenta i requisiti previsti dagli articoli 1219 e 2943 c.c. Per questa ragione, se sono coinvolte mensilità risalenti, è importante non limitarsi a un generico sollecito.

Richiesta di Intervento all’Ispettorato del Lavoro

Se la diffida non produce risultati, il lavoratore può presentare una richiesta di intervento all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, allegando la documentazione disponibile.

L’Ispettorato può valutare, in relazione al caso, l’attivazione di una conciliazione monocratica oppure procedere agli accertamenti di propria competenza. Non è corretto affermare che una richiesta del lavoratore determini automaticamente l’emissione di una diffida accertativa.

La diffida accertativa prevista dall’articolo 12 del D.Lgs. 124/2004 viene adottata dal personale ispettivo quando, nell’ambito dell’attività di vigilanza, vengono accertate inosservanze contrattuali dalle quali derivano crediti patrimoniali in favore del lavoratore.

Entro 30 giorni dalla notifica il datore può promuovere il tentativo di conciliazione oppure proporre il ricorso previsto dalla norma. Se il termine decorre inutilmente, non si raggiunge un accordo oppure il ricorso viene rigettato, la diffida acquista efficacia di titolo esecutivo.

L’INL ha inoltre chiarito che gli importi oggetto della diffida accertativa devono essere determinati secondo i criteri applicabili ai crediti accertati e vengono normalmente esposti al lordo delle ritenute fiscali e previdenziali, tenendo conto degli eventuali acconti già versati.

Decreto Ingiuntivo e Ricorso al Giudice del Lavoro

Il mancato pagamento può essere fatto valere anche davanti al Tribunale in funzione di giudice del lavoro. Se il credito è sostenuto da una prova scritta adeguata, può essere valutato un ricorso per decreto ingiuntivo. Quando invece è necessario accertare orari, qualifiche, straordinari, differenze di livello o altre circostanze controverse, può essere più appropriato il ricorso ordinario secondo il rito del lavoro.

La concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo non è automatica per il solo fatto che si tratti di uno stipendio non pagato. Deve essere valutata sulla base dei presupposti previsti dal codice di procedura civile.

La diffida dovrebbe quindi evitare formule secondo cui il decreto sarà certamente immediatamente esecutivo o secondo cui tutte le spese verranno automaticamente poste a carico del datore. Queste conseguenze dipendono dal procedimento e dalle decisioni del giudice.

Stipendi Non Pagati e Dimissioni per Giusta Causa

Se il rapporto è ancora in corso, la diffida non equivale a dimissioni e il lavoratore può continuare a svolgere regolarmente la propria attività mentre chiede il pagamento.

Il mancato pagamento della retribuzione è indicato dall’INPS tra le situazioni che possono fondare dimissioni per giusta causa. Questo può consentire l’accesso alla NASpI in presenza degli altri requisiti, ma è importante documentare il comportamento del datore e seguire correttamente la procedura di dimissioni.

Il lavoratore non dovrebbe semplicemente smettere di presentarsi al lavoro confidando che l’assenza venga considerata una dimissione per giusta causa. Dopo le modifiche introdotte dalla Legge 203/2024, un’assenza ingiustificata protratta oltre il termine previsto dal CCNL o, in mancanza, oltre quindici giorni può consentire al datore, seguendo la procedura prevista, di far cessare il rapporto per dimissioni per fatti concludenti. L’INPS ha chiarito nel dicembre 2025 che questa fattispecie non dà normalmente accesso alla NASpI, mentre restano tutelate le dimissioni per giusta causa correttamente formalizzate.

Stipendi Arretrati negli Appalti Privati

Se il lavoratore è dipendente di un’impresa appaltatrice, può assumere rilievo la responsabilità solidale prevista dall’articolo 29 del D.Lgs. 276/2003. Nei casi ai quali la norma si applica, il committente imprenditore o datore di lavoro risponde in solido con appaltatore e subappaltatori, entro due anni dalla cessazione dell’appalto, per i trattamenti retributivi, le quote di TFR maturate durante l’esecuzione dell’appalto e i relativi obblighi contributivi.

La solidarietà riguarda le somme riferibili al periodo di esecuzione dell’appalto e non autorizza a chiedere al committente qualsiasi credito maturato dal lavoratore nel proprio rapporto con l’appaltatore.

Per gli appalti pubblici esiste una disciplina specifica nel Codice dei contratti pubblici e non è corretto applicare automaticamente alla pubblica amministrazione il regime dell’articolo 29 previsto per il committente privato.

Stipendi Arretrati nella Somministrazione

Nella somministrazione il datore di lavoro formale è l’agenzia per il lavoro. La diffida principale deve quindi essere indirizzata al somministratore.

L’articolo 35 del D.Lgs. 81/2015 stabilisce però che l’utilizzatore è obbligato in solido con il somministratore a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e a versare i relativi contributi previdenziali, salvo il diritto di rivalsa nei confronti del somministratore.

Somministrazione e appalto devono quindi essere tenuti distinti anche nella diffida: per la somministrazione il riferimento non è l’articolo 29 del D.Lgs. 276/2003, ma la specifica disciplina del D.Lgs. 81/2015.

Certificazione Unica e Documenti da Richiedere

In caso di stipendio non pagato è corretto chiedere i cedolini mancanti o i conteggi relativi alle competenze contestate. Non è invece corretto chiedere una generica “CU aggiornata” come se il datore fosse tenuto a emetterla dopo ogni mensilità o immediatamente alla cessazione.

La Certificazione Unica è un documento annuale relativo alle somme corrisposte nell’anno fiscale e viene consegnata nei termini previsti dalla normativa tributaria. Per esempio, l’Agenzia delle Entrate ha fissato al 16 marzo 2026 la consegna della CU 2026 relativa ai redditi corrisposti nel 2025.

Non deve inoltre essere richiesto il modello SR41 ai fini della NASpI. Il modello SR41 riguardava il pagamento diretto delle integrazioni salariali e non costituisce un documento necessario per la domanda di disoccupazione. La domanda NASpI viene presentata direttamente all’INPS in modalità telematica entro i termini previsti.

Dipendenti Pubblici e Retribuzioni Arretrate

Il lavoratore alle dipendenze dirette di una pubblica amministrazione deve indirizzare la richiesta all’amministrazione datrice di lavoro, preferibilmente attraverso un canale protocollato, indicando le mensilità e le competenze contestate.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha chiarito che la diffida accertativa può astrattamente riguardare anche amministrazioni pubbliche, ma il suo utilizzo nei confronti della PA quale datore diretto presenta limiti e viene considerato concretamente residuale quando interferisce con le speciali discipline finanziarie degli enti. Le indicazioni sono contenute nella nota INL n. 62/2021.

In caso di controversia sul rapporto di pubblico impiego contrattualizzato, la tutela giudiziale appartiene normalmente al giudice del lavoro. Come ricordato sopra, per questi rapporti la prescrizione dei crediti retributivi può inoltre decorrere durante il rapporto.

Esempio Diffida per Stipendi Arretrati

Oggetto: Diffida al pagamento delle retribuzioni arretrate

Spett.le [ragione sociale del datore di lavoro]

Io sottoscritto/a [nome e cognome], dipendente della Vostra società dal [data], con qualifica [indicare], livello [indicare] e CCNL [indicare], rilevo che risultano tuttora non corrisposte, in tutto o in parte, le retribuzioni relative ai mesi di [indicare].

Secondo i cedolini e i pagamenti ricevuti, il credito ancora dovuto risulta pari a euro [importo, specificando se lordo o netto], salvo il corretto conguaglio delle somme e degli accessori di legge.

Vi invito pertanto a provvedere al pagamento entro [7/10] giorni dal ricevimento della presente mediante [bonifico o altra modalità consentita], sul seguente IBAN: [indicare].

Chiedo inoltre la consegna degli eventuali prospetti paga mancanti e un riscontro scritto sul pagamento.

In mancanza mi riservo di presentare richiesta di intervento all’Ispettorato Territoriale del Lavoro e di promuovere le opportune azioni davanti al giudice del lavoro per il recupero del credito, oltre agli interessi e agli ulteriori accessori spettanti secondo la legge.

La presente costituisce formale richiesta di pagamento e viene inviata anche ai fini dell’interruzione della prescrizione, ove ne ricorrano i presupposti.

Distinti saluti.
[Luogo, data e firma]

Allegati: [prospetto delle mensilità], [cedolini], [eventuali estratti conto], [precedenti comunicazioni].

Esempio Diffida a Rapporto Cessato

Oggetto: Diffida al pagamento delle retribuzioni e delle spettanze di fine rapporto

Il rapporto di lavoro intercorso tra il sottoscritto/a e la Vostra società è cessato in data [data]. Alla data odierna risultano ancora insolute le seguenti competenze: [mensilità], [ratei di mensilità aggiuntive], [eventuale TFR], [ferie o altre competenze effettivamente dovute].

Vi invito a provvedere entro [termine] al pagamento delle somme risultanti dai conteggi, attualmente quantificate in euro [importo], salvo verifica definitiva, mediante accredito sull’IBAN [indicare].

Chiedo inoltre la consegna dei cedolini o prospetti di liquidazione mancanti. La Certificazione Unica relativa alle somme corrisposte dovrà essere rilasciata secondo i termini previsti dalla normativa fiscale.

In caso di mancato pagamento mi riservo di rivolgermi all’Ispettorato Territoriale del Lavoro e al giudice competente per il recupero delle somme dovute.

Distinti saluti.
[Luogo, data e firma]

Esempio Diffida in un Appalto Privato

Oggetto: Richiesta di pagamento delle retribuzioni maturate nell’esecuzione dell’appalto

Io sottoscritto/a [nome], dipendente di [appaltatore], ho prestato attività nell’ambito dell’appalto presso [committente] nel periodo dal [data] al [data]. Risultano non corrisposte le retribuzioni relative ai mesi di [indicare], per euro [importo].

Diffido il mio datore di lavoro a provvedere al pagamento entro [termine].

La presente viene altresì inviata al committente [denominazione], affinché valuti la propria obbligazione solidale ai sensi dell’articolo 29, comma 2, D.Lgs. 276/2003, limitatamente alle retribuzioni e agli altri trattamenti coperti dalla disposizione e riferibili al periodo di esecuzione dell’appalto.

In mancanza di adempimento mi riservo di utilizzare le tutele amministrative e giudiziali previste dalla legge nei confronti dei soggetti effettivamente obbligati.

Distinti saluti.
[Luogo, data e firma]

Esempio Diffida nella Somministrazione

Oggetto: Diffida al pagamento delle retribuzioni arretrate – rapporto di somministrazione

Io sottoscritto/a [nome], assunto/a dall’Agenzia per il lavoro [denominazione] e inviato/a in missione presso [utilizzatore] nel periodo [indicare], rilevo il mancato pagamento delle retribuzioni relative a [mesi], per complessivi euro [importo].

Diffido il somministratore, in qualità di mio datore di lavoro, a corrispondere le somme dovute entro [termine] sul seguente IBAN: [indicare].

La presente viene inviata anche all’utilizzatore, tenuto in solido con il somministratore al pagamento dei trattamenti retributivi nei termini previsti dall’articolo 35 del D.Lgs. 81/2015.

In mancanza di pagamento mi riservo di attivare l’Ispettorato Territoriale del Lavoro e le azioni giudiziali necessarie.

Distinti saluti.
[Luogo, data e firma]

Esempio Diffida a una Pubblica Amministrazione

Oggetto: Diffida al pagamento delle retribuzioni arretrate relative ai mesi di [indicare]

Alla cortese attenzione di [Amministrazione/Ufficio del personale o trattamento economico]

Io sottoscritto/a [nome e cognome], dipendente dell’Amministrazione con qualifica [indicare], segnalo che alla data odierna risultano non corrisposte, in tutto o in parte, le retribuzioni relative ai periodi [indicare], per un importo risultante dai conteggi pari a euro [importo], salvo verifica definitiva.

Chiedo pertanto che l’Amministrazione provveda alla verifica della posizione e al pagamento delle somme dovute entro [termine], fornendo un riscontro scritto e gli eventuali prospetti retributivi mancanti.

In caso di mancata regolarizzazione mi riservo di esercitare le tutele previste per il rapporto di pubblico impiego contrattualizzato, compreso il ricorso al giudice del lavoro quando ne ricorrano i presupposti.

La presente viene trasmessa tramite [protocollo/PEC o altro canale ufficiale] ai fini della documentazione della richiesta e, ove applicabile, dell’interruzione della prescrizione.

Distinti saluti.
[Luogo, data e firma]

Filed Under: Diffide

Luca Bruno

About Luca Bruno

Luca Bruno è un apprezzato divulgatore e esperto nel campo del diritto dei consumatori, con una passione per l'educare e l'informare. Forte di una formazione giuridica e di anni di esperienza nel settore, Luca ha sviluppato un'approfondita conoscenza delle sfide che i consumatori affrontano quotidianamente, dai piccoli disguidi agli intricati problemi legati ai reclami.

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